Karola e Saddy

Sono due personalità totalmente opposte.

Karola, signorina irriverente, dotata di un cinismo intollerabile. Fanciulla supponente, glaciale, scarna; possiede un'ironia affilata come un rasoio. Amante del nonsense, incomprensibile il più delle volte per coloro che non la meritano.

Saddy, ragazzo cupo, introspettivo. Un puro di cuore, colui che può scagliare la prima pietra; poetico, dipinge emozioni. Profondo come un abisso e dolce come l'andirivieni delle onde che cancellano le proprie orme sul bagnasciuga.

Qui, riporteranno i loro pensieri.

venerdì 25 febbraio 2011

giovedì 24 febbraio 2011

mamma

Traversando la maremma toscana

Dolce paese, onde portai conforme
l'abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov'odio e amor mai non s'addorme.
pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto.

Ben riconosco in te le usate forme
con gli occhi incerti tra 'l sorriso e il pianto.
e in quelle seguo de' miei sogni l'orme
erranti dietro il giovanile incanto.

Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano:
e sempre corsi, e mai non giunsi il fine:
e dimani cadrò. Ma di lontano

pace dicono al cuor le tue collina
con le nebbie sfumanti e il verde piano
ridente ne le piogge mattutine.
 
21 Aprile 1885, Giosuè Carducci

Saddy

giovedì 17 febbraio 2011

having fun with Hip Hop again.


Karolina di solito non predilige questo genere ippoppettaro batindischeis appressa, e le si drissano i peli di baffo.

Karola

martedì 15 febbraio 2011

Matthew Paul Miller


"Non mi ritengo all'avanguardia, ma Dio mi ha investito di quest'incarico: portare pace e unità tra la gente, è questo lo scopo della mia musica."

Se non è poesia questa.

Saddy

lunedì 14 febbraio 2011

ciao racazzi

 

I am a little pea
I love the sky and the trees
I'm a teeny tiny little ant
Checking out this and that
I am nothing
...So you have nothing to hide
And I'm a pacifist
So I can fuck your shit up
Oh yeah I'm small
Fuck you asshole
You homophobic redneck dick
You're big and tough and macho
You can kick my ass
So fucking what.

 

Karola

sabato 12 febbraio 2011

- "Hai delle passioni? Cosa pensi che farai finiti gli studi? Ti può piacere questo lavoro, o preferisci che ti compri un pezzo di terra? Perchè sai che lo farei, farei di tutto per te. Sei sempre così silenzioso, taciturno, non so infondo cosa pensi, forse non ti conosco nemmeno, dopo tutti questi anni. Dimmi qualcosa, ti prego."
- "Non so. Ma una promessa te la voglio fare; ti prometto che sarò felice."



Saddy

passeggiata

 

 Saddy

venerdì 11 febbraio 2011

tutta la mia solidarietà

Oggi venerdì 11 Febbraio, sono qui per battermi con tutta me stessa contro lo sfruttamento degli organelli da parte degli autofagosomi.

Vi sembra, che nel 2010 i poveri organelli cellulari debbano subire ancora tutto questo? ----->












Lo so sono immagini cruente, di angherie intollerabili e forse non andrebbero pubblicate, ma la verità deve uscire una volta per tutte.
Basta infilare la testa sotto la sabbia come i fenicotteri, è ora di fare qualcosa di serio.

Spero vivamente che qualcuno raccolga il mio appello, è ora di scendere in piazza, di manifestare per diamine!
Gli autofagosomi sono dei vili despoti! ORGANELLI LIBERI!

Ci piace ricordarli così: 

L'APPARATO DEL GOLGI

IL NUCLEO



IL RETICOLO ENDOPLASMATICO
I MICROTUBULI
IL MITOCONDRIO




IL MOSTRO



 
Speranze per una vita migliore













Karola

11 Febbraio

A volte m'immagino di trovarmi in un lungo corridoio stretto suddiviso da tante porte aperte, centinaia, forse migliaia, forse milioni. Sono porte colorate, dipinte d'energia, che pulsano vita. Posso percepire chiaramente le campane rindondanti delle domeniche mattine di primavera, il suono quasi assordante delle cicale che non mi fa dormire nei pomeriggi d'estate, il crepitare silenzioso della legna che brucia in un falò d'autunno, e l'odore della nebbia di Gennaio.
Assaporo lentamente questi fotogrammi.
Capita poi durante il percorso, di imbattermi in altre porte, dimensioni cupe, buie. Ma il mio movimento è lento, sono ancora estasiato e inebriato dal sapore della mia recente esperienza; improvvisamente queste mi si chiudono in faccia, proprio mentre le sto attraversando. Mi sbattono sul naso.
Ho paura di essermelo rotto, tocco e vedo sulla mano il sangue, rosso scuro; me lo passo tra le dita, ne appuro la consistenza. Poi mi ci specchio, come fossi ai bordi di uno stagno; mi attraversa una sensazione d'angoscia, di vergogna mai provata, mi ritrovo ad un concerto completamente sordo. In mezzo ad un deserto, senza alcun suono.
Ora l'ho capito.


Saddy